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Condomino moroso cosa deve fare l’amministratore?

Condomino moroso cosa deve fare l’amministratore?

Condomino moroso cosa deve fare l’amministratore?

Quali sono gli obblighi dell’amministratore se un condomino non paga le spese condominiali? In molti edifici c’è un condomino moroso, in alcuni casi si tratta di persone in difficoltà economiche, in altre di “furbetti”. In ogni caso è un problema che può avere conseguenze negative anche nei confronti dei condomini che pagano regolarmente; ecco perché l’amministratore è obbligato a intervenire tempestivamente.

Quali sono le regole e cosa succede se l’amministratore è inadempiente, chi paga? In quest’articolo rispondiamo a queste e altre domande sull’argomento. Buona lettura.

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Chi paga i debiti di un condomino moroso?

La legge prevede che in caso di morosità di un condomino il creditore, fornitore di prodotti o servizi, possa rivalersi sugli altri condomini in virtù del vincolo solidale. L‘art. 63 disp. att. dispone pero che i creditori non possono agire nei confronti dei condomini in regola con i pagamenti, se non dopo aver tentato nei confronti dei morosi.

È evidente che per il creditore impegnarsi in un tentativo di recupero con un condomino insolvente, è un costo sia in termini di tempo che economico che spesso non porta risultati. È perciò più semplice chiamare in causa tutti i condomini, che si ritrovano a dover risarcire il debito. Il ruolo dell’amministratore, come vediamo nel capitolo successivo, è particolarmente importante per evitare conseguenze negative al condominio.

Condomino moroso cosa deve fare l’amministratore?

La legge impone all’amministratore di agire tempestivamente nei confronti del condomino moroso, sollecitando il pagamento delle quote condominiali, e se ciò non fosse sufficiente, deve chiedere al giudice entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo che consenta di recuperare le somme dovute. La legge prevede che l’amministratore di condominio ha la facoltà di procedere per via giudiziale senza la preventiva autorizzazione dell’assemblea. L’amministratore di condominio può inoltre:

  • Decorsi sei mesi, sospendere, al condomino moroso, la fruizione dei servizi comuni, quali ad esempio palestra condominiale, ascensore, WiFi condominiale, antenna satellitare comune, ecc. Per quanto attiene i servizi essenziali (acqua, luce e riscaldamento) è possibile limitarne l’utilizzo ma non interrompere la fornitura.
  • Comunicare, senza incorrere in violazione della privacy, i nominativi dei condomini morosi ai creditori perché possano attivare le procedure per il recupero del credito.

Non è consentito all’amministratore o ai condomini pubblicare il nome del condomino moroso nella bacheca condominiale o utilizzare altri mezzi che violano il diritto alla privacy.

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Cosa succede se l’amministratore non agisce contro i morosi entro i termini?

L’amministratore di condominio è obbligato, salvo dispensa dell’assemblea condominiale, ad agire nei confronti del condomino moroso, nei modi e nei termini previsti dalla legge, comma 9 art. 1129 c.c.. L’amministratore inadempiente può essere revocato immediatamente ed è passibile di richiesta risarcimento danni:

  • La revoca può essere deliberata dall’assemblea condominiale che nominerà un nuovo amministratore; in alternativa anche un solo condomino può rivolgersi al giudice per ottenere la revoca per giusta causa.
  • Per ottenere il risarcimento danni, è necessario attendere i tempi del processo civile e sopratutto dimostrare che la condotta dell’amministratore di condominio ha cagionato un danno patrimoniale al condominio. È un percorso lungo, costoso e dal finale incerto.

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