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L’immobiliare dopo il coronavirus

L’immobiliare dopo il coronavirus

L’immobiliare dopo il coronavirus

La situazione che stiamo vivendo non ha precedenti, è perciò molto difficile fare previsioni.

La pandemia in atto avrà certamente delle ricadute negative su tutta l’economia e il mercato immobiliare non sarà sicuramente indenne, soprattutto nel breve periodo ma potrebbero esserci delle opportunità vediamo quali.

Premessa

 Dopo la crisi finanziaria iniziata nel 2008, il mercato immobiliare aveva dato segnali di ripresa, il 2019 è stato un buon anno con 650 mila transazioni circa in Italia, ancora lontano dalle 845 mila compravendite del 2006, ma decisamente in ripresa rispetto agli anni precedenti.

I prezzi degli immobili che fino al 2006 erano cresciuti in modo esponenziale, dal 2006 al 2017 sono scesi mediamente del 32% circa per poi stabilizzarsi nel 2018 e 2019.

Previsioni

Il primo semestre 2020 presenterà dei risultati sicuramente negativi sia nel numero delle transazioni sia di fatturato, nel secondo semestre si potrebbero recuperare in parte le transazioni, si stima comunque un calo del 10-15% delle compravendite immobiliari a consuntivo 2020.

Nel medio periodo, secondo alcune ipotesi già nel 2021, si prevede un recupero del mercato immobiliare vissuto da molti come bene rifugio.

Chi scende e chi sale

Sicuramente il mercato degli immobili commerciali risentirà maggiormente della crisi sia in termini di canone di locazione che valore economico.

E’ probabile che in diversi casi, proprietari e conduttori debbano rivedere l’importo del canone di locazione o posticipare gli importi correnti per consentire all’attività di acquisire liquidità.

Il mercato residenziale ha già scontato il calo dei prezzi di mercato e dovrebbe tenere i livelli attuali.           

La permanenza prolungata in casa in questi due mesi, con le difficoltà legate alla convivenza in spazi ristretti e la scelta di aziende o lavoratori di utilizzare lo smart working anche dopo il covid-19 potrebbe indurre a preferire l’investimento in un bene primario come la casa, più spaziosa, più funzionale, piuttosto che su beni di altra natura. Gli acquisti potrebbero orientarsi su immobili più spaziosi, una camera in più e spazi esterni fruibili come terrazzi, giardini e altro.

 Un discorso a parte riguarda le seconde case,  per questo segmento del mercato residenziale più che per gli altri, molto dipenderà da come evolverà la crisi sanitaria e da come questa impatterà sull’economia reale.

Due consigli per chi desidera vendere casa alla fine di questa pandemia;

  • Definire un prezzo di vendita dell’immobile in linea con le quotazioni di mercato per evitare inutili perdite di tempo.
  • Valorizzare le caratteristiche dell’immobile;  per sapere come fare, puoi leggere questo articolo:  https://bit.ly/vendere_casa_in_fretta

Buona ripresa

Il team Airdomus

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