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Rendita catastale: Come si calcola e a cosa serve?

Rendita catastale: Come si calcola e a cosa serve?

Rendita catastale: Come si calcola e a cosa serve?

La rendita catastale di un immobile è probabilmente uno degli elementi più trascurati quando si compra casa. Gli acquirenti, in genere, fanno le domande più disparate, ma quasi nessuno si preoccupa della rendita catastale. Ti starai chiedendo perché dare importanza alla rendita catastale? Semplice perché è sulla rendita rivalutata che si pagano le tasse, anche indirettamente; Ad esempio l’IMU, l’Iperf, l’imposta di registro, l’Isee, tutto si basa sul valore catastale dell’immobile, ecco perché è importante conoscere la rendita catastale dell’immobile che vuoi acquistare. In quest’articolo cercheremo di spiegare tutto quello che c’è da sapere sulla rendita catastale. Buona lettura.

Che cos’è la rendita catastale?

La rendita catastale è un valore attribuito dal Catasto, in base al reddito che ogni immobile può generare. Si tratta di un valore con finalità fiscali, determinato in base due fattori:

  • La tariffa d’estimo èun valore elaborato dall’amministrazione finanziaria in base al comune, la zona censuaria, la categoria dell’immobile e la classe.
  • La consistenza dell’immobile vale a dire, le dimensioni, in vani, metri cubi o mq, in base alla categoria di appartenenza.

Come si calcola la rendita catastale?

Per calcolare la rendita catastale di un immobile bisogna moltiplicare la tariffa d’estimo attribuita dall’amministrazione finanziaria alle dimensioni dell’immobile espressi in vani per la categoria A, metri cubi per la categoria B, mq per la categoria C. È possibile consultare la rendita catastale del proprio immobile accedendo al sito della Gazzetta Ufficiale e inserendo i dati relativi a provincia, comune e consistenza del proprio immobile.

Esempio di calcolo della rendita catastale:

Poniamo di avere un’abitazione categoria A/2 a Milano, in zona censuaria 1, classe 1, composto da quattro vani.

La tariffa d’estimo pubblicata sulla Gazzetta ufficiale, per un immobile con queste caratteristiche è di: 173,01 euro; moltiplicando questo valore per il numero dei vani 173,01 x 4= 692,04, si ottiene la rendita catastale dell’immobile.

Lo stesso vale ad esempio per un box categoria C/6 nella stessa zona censuaria 1, classe 2, di 20 mq.

La tariffa d’estimo in questo caso è di 7,59 euro da moltiplicare per i mq: 7,59 x 20 = 151,80.

Che differenza c’è tra rendita e valore catastale?

Rendita e valore catastale sono due parametri differenti, la rendita è (come abbiamo detto) un valore attribuito, dall’Agenzia delle entrate, in base al reddito che un immobile può generare; il valore catastale si ottiene moltiplicando la rendita per dei coefficienti, e serve per definire le imposte da pagare; ad esempio in fase di compravendita l’imposta di registro è calcolata sul valore catastale dell’immobile.

Dove trovare la rendita catastale?

Per conoscere la rendita catastale e le informazioni su qualsiasi immobile censito in catasto fabbricati o terreni, esiste un modo semplice e veloce, basta accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate e inserire i seguenti dati: comune, foglio, particella e subalterno del proprio immobile. In alternativa è sufficiente consultare la visura catastale, reperibile presso gli uffici del catasto o online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, accedendo all’area riservata con Spid, Cie, CNS o le credenziali, cercare il servizio consultazione dati catastali, basta inserire nell’ordine:

  • La provincia; dov’è ubicato l’immobile;
  • Il soggetto, se si tratta di persona fisica o giuridica;
  • Il comune dove si trova l’immobile;
  • Il tipo di catasto, terreni o fabbricati;
  • Infine il codice fiscale del proprietario.

Il sistema restituisce un riepilogo degli immobili posseduti con la titolarità, l’ubicazione, i dati catastali, zona censuaria, categoria, classe, consistenza e rendita catastale, come da tabella sotto;

consultazione dati catastali

Come si calcola il valore catastale dalla rendita?

Per calcolare il valore catastale di un immobile bisogna rivalutare la rendita del 5% e moltiplicare il valore ottenuto per il coefficiente della categoria catastale di appartenenza. Nel caso di un immobile a uso abitativo con agevolazione prima casa il coefficiente da applicare è 110, in questo modo si ottiene il valore catastale che serve per determinare le imposte da pagare, ad esempio l’imposta di registro nel caso di acquisto da privato. Facciamo un esempio:

Supponiamo di avere un immobile con agevolazione prima casa, con una rendita catastale di 600 euro, per prima cosa rivalutiamo la rendita del 5%: 600 x 1,05= 630; adesso moltiplichiamo la rendita rivalutata per il coefficiente 630 x 110 = 69.300 euro questo è il valore catastale dell’immobile. Per comodità possiamo moltiplicare la rendita per il coefficiente comprensivo della rivalutazione. Segue tabella con i coefficienti comprensivi di rivalutazione:

Immobili Coefficiente comprensivo di rivalutazione
Immobili in categoria A e pertinenze con agevolazione prima casa 115,5
Seconde case cat. A e immobili in cat. C,
escluse Cat. A/10 (uffici) e C/1 (negozi)
126
Cat. A/10 uffici e studi 63
Immobili in categoria B 176,4
Categoria C/1 negozi 42,84
Categoria D immobili con destinazione speciale 63
Categoria E immobili a destinazioni particolari 42,84
Tabella coefficienti catastali

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